Prima di tutto ci fu un'implosione. Sì, proprio così. Non ci furono detriti in aria e neppure per terra, non ci fu nessun grande botto, al contrario. Fu più che altro l'esalazione dell'ultimo respiro di un moribondo, di un agonizzante Pff... nient'altro, poi un buco nero si stanziò nell'aria a una decina di centimetri dal suolo. Nessuno si accorse dell'implosione finché non videro il buco nero e si accorsero che era lì ad evidenziare un'assenza. Tutti si accorsero dell'alone nero, ma nessuno di cosa vi era poco tempo prima al suo posto. Ci girarono intorno per capirne la dimensione, quindi capirono che non era che di una trentina di centimetri di spessore e un'altezza di nemmeno due metri, ma non bastò. La massa era informe, quindi non potevano intuire di cosa potesse trattarsi, esattamente. Avrebbe potuto essere anche una scarpiera, per quanto ne sapevano. Quindi, occhi puntati su quella mancanza misteriosa, iniziarono a fare ipotesi. Qualcuno fece partire un gioco di scommesse e poco tempo dopo la posta in palio divenne cospicua. Tuttavia, siccome nessuno aveva mai fatto caso a cosa ci fosse in quel punto della stanza, non riuscirono a dare niente per certo e la persona che raccolse i soldi fece finta di niente e si dileguò col bottino. Era questo un truffatore, infatti, ma colti dalla frenesia e il desiderio di arricchirsi nessuno aveva minimamente pensato a quanto fosse pericoloso che quella persona custodisse il loro premio. Presi a discutere sulla veridicità delle varie ipotesi gli scommettitori l'avevano scordato. Il primo ad accorgersi fu un orfanello di sette anni che incuriosito si era intrufolato nel gruppo di adulti per scoprire il motivo di tutto quel confabulare. Non capì molto sull'argomento della discussione, ma vide a lungo l'uomo in disparte che continuava a prendere soldi, per questo si accorse del momento in cui se ne andò. Inizialmente aveva innocentemente pensato che fosse andato in bagno, ma vedendolo tardare se ne preoccupò e lo comunicò al signore accanto a sé. Quando questo si voltò iniziò a urlare. “Al ladro! Al ladro!” Gridava. Così se ne accorsero anche tutti gli altri e si scatenò un putiferio. “Al ladro! Al ladro! Trovatelo! Prendetelo!” Nessuno riuscì nell'impresa. Così, arrabbiati e tristi per la grande perdita monetaria, ognuno tornò nelle proprie case. I pochi che restarono ancora davanti al buco nero si demoralizzarono non solo per i soldi, ma perché si resero conto della loro stupidità nello scommettere su un enigma che non aveva soluzione. Nessuno sapeva cosa c'era stato in quel punto prima di quel momento e probabilmente nessuno l'avrebbe mai scoperto. Quasi sicuramente i soldi li avrebbe spesi il ladro, in attesa del verdetto che facesse vincere la scommessa che mai sarebbe arrivato. Anche questi, quindi, si arresero.
Il buco nero rimase là dove si era creato e ci volle molto poco perché le persone se ne scordassero. Spesso gli passavano davanti senza ormai accorgersi della sua esistenza. Solo l'orfanello che si era intrufolato tra gli adulti a curiosare passava. Arrivava davanti all'alone nero, che a lui sembrava gigantesco, e lo osservava con ammirazione. Delle volte gli parlava e altre prendeva un block notes, ne faceva un ritratto e si divertiva a disegnare al suo interno ciò che secondo lui vi era. Fece parecchi disegni. Prima il buco nero era vuoto, poi conteneva l'universo e poi, man mano che passava il tempo, si scoprì a disegnarci gli arcobaleni, i giocattoli e ogni cosa che desiderasse e lo rendesse felice. Gli stava diventando amico.
Un giorno l'orfanello sentì un bisbiglìo e, convinto che provenisse dal buco davanti a sé, ritorno a parlarci. Gli raccontava quello che faceva durante le giornate e faceva domande. Nessuna di quelle volte ricevette risposta, ma notò una cosa: si stava ingrandendo. Più tempo passava lì e più l'alone nero si allargava. L'orfanello arrivò anche ad averne paura e per una settimana evitò anche solo di pensare a quella strana presenza. Poi, così come ne era venuto a conoscenza, aveva dovuto ritornarci: preso dalla curiosità.
Il piccolo tornò nella stanza e trovò il buco nero delle sue giuste dimensioni, non più gigante come l'ultima volta che l'aveva visto. Come di solito faceva si sedette di fronte a lui e, in mancanza del block notes, iniziò a parlare. Era contento di ritrovare quel suo amico e dirgli il resoconto di tutta la settimana ma, poco dopo che cominciò a parlare, sentì una voce. La voce gli chiese i dettagli di ciò che raccontava e l'orfanello rispose. Rise insieme a lei delle sue stesse battute e, solo dopo che lui ebbe chiesto il motivo dell'implosione, calò il silenzio. L'orfanello se ne stava per andare quando, inaspettatamente, vide una mano. A questa seguì un busto di donna e un volto talmente conosciuto da non credere che per tutto quel tempo non avesse intuito quell'identità.
"So chi sei!" Gli disse, gli occhi spalancati dalla sorpresa.
"Vieni con me!" La voce, ora diventata donna, allungò la mano e la posò sul braccio dell'orfanello. Poi lo tirò a sè e trascinò dentro il buco nero che era sè stessa.
I wish I could fully read this. I really do.
RispondiEliminaUnderstanding not much more than that it has to do with a black hole and an orphan does make it more mysterious though... It allows the imagination to come up with a dozen different stories, trying to figure out what this could be really about :)
Please continue writing