Scrivo per piacere, per esigenza del mio animo. Racconto storie su di me, su qualcun altro, scritte dalla mia mano ma non sempre dalla persona che sono.
Dò vita a racconti di voci non abbastanza forti per essere sentite e pensieri talmente tanto profondi in noi da non sapere della loro esistenza.
Sogno e trasformo in realtà l'immaginazione con i miei scritti. Scruto con gli occhi, elaboro con la mente e creo.
Questi sono i miei racconti, reali o immaginari che siano.

Sapere


Lo sapeva. Sapeva che loro due erano insieme in quel momento. Il momento in cui lei sedeva sconsolata a tavola e le sue mani sostenevano il peso del suo cuore, oltre a quello del suo volto. In silenzio guardava il test sul tavolo davanti a sé e non si permetteva neanche di reagire. Positivamente o negativamente che fosse. Ora che piano respirava e si faceva sempre più assente la guardavo anch'io immobile. Solo pensavo, scrutavo. Una ciocca sfuggita ai suoi capelli mal legati le cadde sul viso e quello fu l'unico gesto che lei fece: rimetterla dietro l'orecchio. Mi faceva male vedere quanto fosse trasandata, mentre no lo era mai stata in tutta la sua vita. Aveva appena addosso una tuta e i suoi bellissimi capelli biondi erano informi. Il suo viso portava ancora i segni delle notte insonni e il susseguirsi delle mattinate in preda ai conati di vomito.Loro due, Jazmin e Romeo, erano insieme in quel momento mentre Hilary era là di fronte a me con le lacrime agli occhi. Era incinta di Romeo. Romeo l'aveva abbandonata e lei era in attesa di suo figlio; quanto poteva essere ironica la vita! E adesso? Adesso avrei finalmente potuto confessarle il mio amore e forse risolvere la faccenda del bambino, ma non lo facevo. In fondo, ma forse neanche troppo in fondo perché era fin troppo visibile, sapevo che lei ancora amava lui. Ancora dentro stava sperando che lui tornasse e cambiasse idea, che questo bambino li riunisse. Ma, così come io sapevo questo, lei sapeva che Romeo amava davvero Jazmin, che questo amore era ricambiato e che ora che erano finalmente di nuovo assieme niente li avrebbe divisi. E lui, lasciando definitivamente il gruppo, aveva già fatto la sua scelta.

Romeo non c'era, non sarebbe tornato, ma il suo bambino? sapevo che la sofferente inespressione sul viso di Hilary era dovuta ad una ragione soltanto: anche lei aveva preso una decisione. Il bambino che aveva in grembo, frutto del suo amore non corrisposto per Romeo, non sarebbe nato. Mai.

Nessun commento:

Posta un commento